UN NUOVO FARMACO PER LA FIBROSI POLMONARE IDIOPATICA

Università degli studi di Modena e Reggio Emilia

 

In occasione del "16° International Colloquium on Lung and Airway Fibrosis" il Prof. Luca Richeldi, Direttore del Centro Universitario Interdipartimentale per le Malattie Rare del Polmone,  ha presentato i dati, estremamente incoraggianti, relativi allo sviluppo di un nuovo farmaco che promette benefici per i pazienti affetti da Fibrosi Idiopatica Polmonare.

La fibrosi polmonare idiopatica (FPI) è un ispessimento del tessuto interstiziale alveolare polmonare che causa tosse, difficoltà respiratorie e limita la possibilità di svolgere normali attività fisiche.  In alcuni pazienti si verificano imprevedibili riacutizzazioni acute e la patologia può avere esito infausto.
In occasione del "16° International Colloquium on Lung and Airway Fibrosis" sono stati presentati i dati relativi allo sviluppo di un nuovo farmaco, il BIBF 1120, un triplice inibitore di chinasi prodotto da Boehringer che promette un significativo beneficio clinico. I risultati dello studio di Fase II TOMORROW presentati dal Professor Luca Richeldi del Centro per le Malattie Rare del Polmone dell’Università di Modena e Reggio Emilia, mostrano che il trattamento per 12 mesi con BIBF 1120 ha portato a un rallentamento del declino della funzione respiratoria in pazienti con FPI.
“Questi risultati sono estremamente incoraggianti. - ha commentato il Professor Luca Richeldi - L’impiego di un approccio innovativo al trattamento della fibrosi polmonare idiopatica ha dato risultati sia in termini di endpoint primario che di vari altri endpoint clinicamente rilevanti. Considerati nel loro insieme, questi risultati costituiscono una base solida e promettente per lo sviluppo del programma di studi di Fase III”.